Ritorni economici significativi per i proprietari di impianti di cogenerazione

Nel corso di un incontro organizzato dall’Energy&Strategy Group EGO ha presentato interessanti simulazioni sui guadagni ottenibili partecipando al Mercato dei Servizi di Dispacciamento.

L’Energy&Strategy Group ha recentemente organizzato una tavola rotonda tra operatori del settore sulle nuove opportunità per incrementare il rendimento economico dei cogeneratori mediante l’ottimizzazione della flessibilità e la partecipazione attiva al mercato elettrico. Durante l’incontro è stato presentato il nuovo ruolo dell’aggregatore, mettendo in luce le possibilità concrete di guadagno che possono nascere, con particolare riferimento al settore della cogenerazione.

In particolare, EGO ha presentato i risultati di due simulazioni di ottimizzazione, basati su modelli proprietari di "machine learning", che a partire da dati storici reali di consumo mostrano come:

1. un’industria chimica con un cogeneratore da 2 MW, ottimizzando la produzione energetica sul mercato MGP, può migliorare i costi netti totali della cogenerazione di circa 275.000 euro/anno.

2. un’azienda petrolifera con un cogeneratore da 14 MW potrebbe avere una flessibilità di 3MW nell’arco dell’anno e ottenere un ritorno economico di 180.000 Euro/anno partecipando a una UVAC.

 

Opportunità di business per i proprietari di impianti

L’incontro, al quale hanno partecipato aziende provenienti da settori disparati, dal cartario al chimico-farmaceutico, dall’alimentare al teleriscaldamento, è stato l’occasione per fare il punto sugli effetti pratici della direttiva 300 /2017, che ha sancito che anche gli impianti di produzione non rilevanti (< 10 MVA) possano partecipare al nuovo Mercato dei Servizi di Dispacciamento. La norma infatti rappresenta un punto di discontinuità fondamentale per il mercato dell’energia e crea nuove opportunità di business per i proprietari di impianti.

Durante il dibattito sono state condivise conoscenze ed esperienze in questo mercato, ancora agli albori. In particolare, sono stati dati spunti concreti sulle nuove opportunità per incrementare il rendimento economico dei cogeneratori mediante l’ottimizzazione della flessibilità e la partecipazione attiva al mercato elettrico. I cogeneratori tradizionalmente funzionano unicamente in base alla logica di seguire la domanda energetica del carico ("termico segue" e "elettrico segue"), non utilizzando la "flessibilità residua" nella gestione di immissione e prelievo di energia elettrica. Partecipare al nuovo MSD può implicare un nuovo dimensionamento degli impianti che tenga conto, oltre che dei consumi di energia elettrica, acqua calda e vapore, anche della possibilità di rendere disponibile sui mercati l’energia in eccedenza.

 

Un’offerta interessante per i proprietari di impianti di cogenerazione

Interessante la panoramica della situazione normativa: dai dati di monitoraggio ARERA per l’anno 2016 risulta che la produzione è stata di 62,9 GWh, di cui 14,1 GWh in autoconsumo e 46,8 GWh immessa in rete, e che gli impianti termoelettrici di generazione distribuita sono in percentuale del 60,1% alimentati a gas naturale.

"È stata una stimolante occasione di confronto, per dibattere le opportunità che nascono dall’evoluzione del mercato elettrico. EGO è già attiva in questo senso, abbiamo infatti sviluppato un’offerta commerciale per i proprietari di impianti di cogenerazione che vogliono vendere l’energia in eccedenza sui nuovi mercati", afferma Stefano Cavriani, socio fondatore e direttore commerciale del Gruppo EGO. "Per potere offrire le migliori condizioni di vendita di energia partecipiamo al progetto pilota Terna per il Nuovo Mercato dei Servizi di Dispacciamento con alcune Unità Virtuali di Aggregazione di Produzione (UVAP) e di consumo (UVAC). È il risultato di oltre dieci anni di esperienza nel trading di energia, e delle competenze tecniche maturate nel monitoraggio e nella gestione degli impianti."

 

www.ego.energy

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