Chimica: meno inquinanti, più occupati

Oltre 350 chimici a convegno a Salerno per discutere di innovazione e sostenibilità “Nessun futuro senza chimica”: questo il titolo della tavola rotonda che ha aperto il 28 agosto a Salerno, il convegno “Chemistry meets Industry and Society”, #CIS2019.

Tenutosi a Salerno dal 28 al 30 agosto scorsi, il convegno “Chemistry meets Industry and Society”, #CIS2019 ha visto la partecipazione di oltre 350 persone, tra chimici accademici, professionisti di aziende pubbliche e private, confrontarsi su temi di grande impatto sociale, dall’economia circolare alla problematica delle plastiche nell’ambiente, fino ai contributi della chimica nei settori della salute, della mobilità e dell’energia.

Durante la tavola rotonda, coordinata dal giornalista e scrittore Pietro Greco, sono stati molti i temi e i dati concreti mostrati e discussi nei vari interventi. Centrale l’apporto della chimica nella risoluzione dei problemi ambientali e, come affermato da Vincenzo Balzani, accademico dei Lincei e professore emerito all’Università di Bologna, “in futuro il contributo della chimica potrà essere fondamentale anche per contrastare i cambiamenti climatici, convogliando gli sforzi della ricerca in chimica su innovazioni sostenibili, ovvero che permettano di sostituire completamente, in modo sostenibile, l’uso del petrolio come fonte energetica.” Ma sono già molte le innovazioni nel campo della sostenibilità ambientale che vedono protagoniste le aziende chimiche.

Come sottolineato da Ferruccio Trifirò, professore emerito e direttore della rivista La Chimica e L’industria: “L’industria chimica italiana ha ridotto dal 1990 a oggi il consumo di energia del 41,8%, ha ridotto enormemente le emissioni di gas, come gli ossidi di azoto e di zolfo, e, andando ben oltre gli obiettivi europei, anticipando la scadenza del 2020, ha ridotto quasi del 60% le emissioni di CO2.”

L’impegno e la responsabilità sociale delle imprese che operano nel campo della chimica sono stati sottolineati anche dall’Ingegner Luigi Mansi, del Consiglio di Presidenza di Federchimica. Un dato su tutti: “Il 55,4% del fatturato dell’industria chimica italiana è fatto da 170 aziende che hanno aderito al programma, volontario, di Responsible Care, un programma mondiale di sviluppo industriale sostenibile, che ha profondamente cambiato il modo di concepire l’industria.”

Anche nell’industria del farmaco - afferma Antonio Messina, vicepresidente di Farmindustria - sono da tempo visibili grandi cambiamenti e nuove opportunità. “L’industria farmaceutica ha infatti introdotto importanti innovazioni sia nella ricerca sia nello sviluppo di nuovi farmaci e molte sono ancora le sfide per il futuro, legate ai farmaci personalizzati e alla sostenibilità della loro produzione”.

La chimica è in crescita e con ottime prospettive anche per i giovani laureati, come espresso da Nausicaa Orlandi, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, spiegando il recente riconoscimento della professione di chimico come professione sanitaria, “aprendo così ai chimici nuovi ambiti lavorativi nel settore della salute”. I giovani chimici possono anche contare su una maggiore attenzione delle aziende chimiche alla ricerca: "il trend di occupazione nel settore della chimica”, spiega Orlandi, “negli ultimi anni è in significativa crescita, come testimoniano i recenti bandi aperti per i giovani chimici."

“Con questo momento aperto al pubblico”, conclude Angela Agostiano, presidente della Società Chimica Italiana, tra i promotori del congresso, “la comunità dei chimici ha voluto annunciare un cambiamento in atto e un auspicio per il futuro: una maggiore collaborazione tra il mondo dell’Università e quello dell’Industria e, allo stesso tempo, un’attenzione sempre crescente alle persone, alla società civile e all’ambiente.”

http://cis2019.com

Letto 72 volte Ultima modifica il Venerdì, 06 Settembre 2019 12:17

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