IEG: la bioeconomia protagonista a Ecomondo

La bioeconomia circolare sarà protagonista a Ecomondo, da martedì 5 a venerdì 8 novembre alla fiera di Rimini sotto le insegne di Italian Exhibition Group, con tutte le grandi imprese italiane all’avanguardia nel mondo nel settore delle bioplastiche biodegradabili e compostabili.

La bioeconomia in Italia si stima generi un valore della produzione di 330 miliardi, oltre il 10% del Pil con due milioni di occupati. (Fonte: Intesa San Paolo - Assobiotec)
Il sistema economico delle bioplastiche è strettamente connesso con la raccolta del rifiuto organico e con il compostaggio industriale, ma anche con l’agricoltura. Secondo Plastic Consult, sono 252 le aziende che rappresentano il settore delle plastiche biodegradabili. Gli addetti sono raddoppiati negli ultimi anni, passando dalle 1.280 unità del 2012 alle 2.550 del 2018.

 

A Ecomondo tanti appuntamenti saranno utili a rappresentare il tratto innovativo del settore. Si segnala, martedì 5 novembre (ore 14.30 Sala Industria Biobased Pad.D3), quello dal titolo “Soluzioni intelligenti e innovative per ridurre i rifiuti di imballaggio: una prima valutazione del progetto REINWASTE” organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, Confagricoltura, Federalimentare e ART-ER. REINWASTE. Con il motto “Prevenire lo smaltimento dei rifiuti è più sostenibile e meno costoso”, si mira a sviluppare tecniche sostenibili (ed economicamente vantaggiose) per ridurre la componente di rifiuti inorganici come imballaggi e materiali simili, favorendo l'adozione di concetti ecologici innovativi da parte dell'industria agroalimentare e delle PMI.

L'aspetto innovativo di REINWASTE è il coinvolgimento degli attori della filiera agricola e di quella industriale nel settore agroalimentare. Per l'Italia, il progetto si concentrerà sulle aziende della regione Emilia-Romagna del settore lattiero-caseario e spetterà ai cluster di riferimento valutare la loro fattibilità. In officina i primi risultati ottenuti dalle 30 aziende per testare la fattibilità di misure volte a prevenire o recuperare rifiuti di imballaggio o materiali simili. L’incontro è presieduto da Maurizio Notarfonso di Federalimentare Servizi e Daniela Sani di ART-ER.

 

Mercoledì 6, alle 10 in Sala Ravezzi 2, è in programma “Dalle materie prime alle specialità: le colture nell'era dei cambiamenti climatici e le sfide per una bioeconomia circolare, produttiva, sostenibile e precisa volta a fornire prodotti alimentari e nutraceutici di alta qualità”, organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico Ecomondo, Federazione Italiana Industria Alimentare e Bevande (Federalimentare), Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana (Confagricoltura), Cluster Agrifood CL.A.N.

In Italia le colture rappresentano circa sette milioni di ettari, oltre il 50% dei 12,6 milioni di ettari nazionali. Pertanto rappresentano un elemento molto importante per la gestione del territorio e dell'agro-ecosistema. Dal punto di vista del mercato, queste produzioni sono collocate sui mercati internazionali di "materie prime indifferenziate" scambiate su larga scala. Questi mercati spesso non premiano la qualificazione dei prodotti.
Le recenti traiettorie della bioeconomia, dell'economia circolare e in generale della ricerca di un'intensificazione sostenibile delle produzioni agricole rappresentano una grande opportunità per i prodotti delle "grandi colture" che, dai cereali alle proteoleagine fino ai legumi, possono diventare "specialità" con caratterizzazioni in linea con le esigenze (anche nuove) dei consumatori e del mercato di prodotti alimentari di alta qualità che sarebbero in grado di rispondere anche alle nuove esigenze di benessere e salute. Presiedono Donato Rotundo di Confagricoltura, Maurizio Notarfonso di Federalimentare e Massimo Iannetta di ENEA.

 

“European research and innovation for the implementation of circular economy and bioeconomy” è il titolo dell’evento “faro” organizzato in collaborazione con l’OCSE e la Commissione Europea, per la giornata di venerdì 8 novembre (ore 10) e al quale prenderà parte il referente dell’OCSE James Philps insieme ai membri del Comitato Scientifico di Ecomondo Francesco Fatone (Politecnico delle Marche) e Mauro Majone (Università La Sapienza).

 

Il programma completo e in continuo aggiornamento di Ecomondo è sul sito www.ecomondo.com

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