“Cells”, installazione per riflettere su sanità e tecnologia

 

 

 

Cells si pone l’obiettivo di sintetizzare metaforicamente gli effetti dell’evoluzione del mondo sanitario e renderli percepibili attraverso un’installazione che immerge lo spettatore in un’esperienza sensoriale.

L’opera nasce dall’esperienza che l’architetto Taidelli ha sviluppato nell’ambito della progettazione di strutture socio-sanitarie come il Campus Humanits University e la Clinica Humanitas San Pio X a Milano e dalla ricerca condotta attraverso il confronto dialettico - tra gli altri - con il Prof. Raffaello Furlan, Professore Ordinario Medicina Interna, Humanitas University, e con il dott. Michele Gatti di IBM Italy, Research & Business.

L’installazione è collocata in una delle location da sempre più spettacolari e visitate della Design Week milanese. Quell’Università Statale che nel 1456 fu l’Ospedale Maggiore voluto dal Duca di Milano Francesco Sforza nel progetto del Filarete. Un sottile fil rouge collega quindi il passato al presente, l’architettura rinascimentale all’installazione che mostra il prototipo della sanità che verrà.

La struttura progettata da Filippo Taidelli si colloca nel Cortile dei Bagni, uno dei luoghi più evocativi dell’antico ospedale, cadenzato da un doppio ordine di portici e dalla rigorosa simmetria della regola rinascimentale.

Alle spalle della crociera, un tempo affollata di pazienti in corsia e oggi animata dal brulicare di studenti, l’ingresso in questo cortile interno proietta il visitatore in uno spazio armonico e dal silenzio monacale.

Il concept

L’etimologia del termine "Cells" ha un doppio significato: per la biologia la cellula è l’unità morfologica e funzionale di tutti gli organismi viventi, mentre in ambito architettonico il termine latino cella richiama una piccola stanza.

L’installazione si compone di due cellule di vetro di uguali dimensioni ma caratteristiche formali antitetiche, che instaurano un dialogo visivo collocandosi agli angoli opposti del Cortile dei Bagni.

Rappresentano le due anime complementari ed apparentemente antitetiche della sanità del futuro: da un lato l’attenzione dell’interior design a rendere "domestico" lo spazio ospedaliero, dall’altro "la sanità virtuale", la ridefinizione dell’interfaccia uomo macchina e la conseguente "deospitalizzazione".

Elemento comune ad ogni cellula è la posizione baricentrica del visitatore rispetto allo spazio: a sottolineare come, nella sanità del futuro, la necessità di mantenere l’uomo al centro sia fondamentale, nonostante l’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale, che saranno sempre di supporto e non di sostituzione.

La prima cellula, trasparente ed estroversa, è pensata per amplificare il rapporto con l’ambiente come elemento terapeutico; la seconda, introversa e riflettente, proietta il visitatore nel mondo "virtuale", in un’atmosfera fantascientifica evocata da una finestra artificiale in grado di riprodurre l’effetto della luce del sole anche di notte.

All’interno delle cellule si stagliano due "schegge" monolitiche di grés effetto pietra, che come delle quinte sceniche offrono punti di vista per la contemplazione del contesto in un caso e della luce naturale creata artificialmente nell’altro. In quella trasparente le schegge assumono la texture materica e calda del travertino monolitico per evocare un ambiente domestico, in quella virtuale il pavimento e le pareti bianco latte si fondono in un unico estraniante volume fantascientifico, tagliato dalla sola luce zenitale .

Durante la notte l’antitesi formale tra la pelle delle due cellule (trasparente/opaca) si affievolisce per lasciare spazio a un delicato dialogo visivo tra le quinte illuminate al loro interno, riportando armonia tra le due anime e la corte.

L’esperienza visiva viene amplificata da un’installazione sonora ed olfattiva. Nella cellula virtuale un dialogo sonoro tra un avatar ed un umano e un profumo di incenso rimanda ad un luogo di meditazione futuristica. Nell’altra, l’odore pungente della macchia mediterranea e il richiamo sonoro ad ambienti domestici rimandano alla vita all’aperto, al paesaggio e alla terra.

Nuovi scenari per l’ospedale del futuro

La crescita demografica, l’invecchiamento della popolazione, la maggiore attenzione al nostro corpo… tutti gli indicatori ci dicono che la domanda di salute crescerà nei prossimi anni. L’innovazione tecnologica ed il rapporto con l’uomo avrà un ruolo chiave in questo cambiamento. Con esso si modificherà anche lo spazio sanitario in cui si opera e la maniera di progettarlo.

Ottimizzazione dei processi di cura, l’incremento dei day hospital, la trasformazione in "mall" multifunzionale (con servizi, palestre, ristoranti), la ridefinizione delle stanze di degenza e dei flussi per velocizzare gli spostamenti del malato, aggregare aree funzionali per intensità, tipologie e durata dell’assistenza per facilitare lo scambio di conoscenze tra medici e fornire una migliore qualità di vita al malato.

Nuove esigenze funzionali che richiedono una nuova veste architettonica contemporanea orientata alla massima ospitalità, efficienza e flessibilità.

L’innovazione tecnologica permette di velocizzare i processi e la precisione della diagnosi e di delocalizzare molte funzioni. In un futuro non lontano, macchine dalle capacità cognitive e sembianze sempre più "umane" affiancheranno il personale e formeranno i medici del futuro. Un cloud gestirà tutte le comunicazioni a distanza, tra diversi specialisti e tra medico e paziente, arrivando anche nelle zone più remote del pianeta, non servite da assistenza sanitaria.

A ciò si affianca la crescente necessità di far sentire i pazienti protetti, assistiti e ascoltati, creando delle strutture dall’atmosfera più domestica che ospedaliera, che favoriscano il comfort psico-fisico e i rapporti tra degenti e staff. Ciò significa rendere gli ospedali piùcaldi e intimi, introdurre la vegetazione e la luce come strumenti terapeutici e di sensibilizzazione ambientale, ma anche creare degli involucri (temperatura, umidità, luminosità) che siano adattabili ai bisogni specifici dell’utente.

Con la telemedicina il confine tra casa e ospedale sarà sempre più intangibile: avremo la possibilità di curarci dalla nostra abitazione assisiti a distanza e di stare in ospedale sentendoci a casa. A questo si accompagnerà una migrazione delle attività sanitarie nei luoghi che frequentiamo tutti i giorni, stazioni, centri commerciali, casa, che ridurranno drasticamente i nostri spostamenti per avere accesso alle cure.

Al design spetta il delicato compito di dare forma a questo cambiamento: umanizzare l’interfaccia uomo – macchina per contenere l’alienazione dal mondo naturale e ridisegnare lo spazio della salute attraverso l’applicazione delle tecnologie, per renderlo più accogliente, sicuro ed efficiente in stretto contatto con l’ambiente naturale circostante.

Come l’installazione Cells ci anticipa, per progettare i futuri spazi della sanità sarà necessario un approccio completamente nuovo, che permetta il rapido adattamento a una continua metamorfosi tecnologica, senza perdere mai di vista la centralità dell’uomo.

Al fine di integrarsi nella maniera più armonisa e delicata possibile nella corte rinascimentale le cellule sono collocate sui percorsi in granito esistenti, sospese rispetto al prato interno e le loro dimensioni in larghezza e altezza sono derivate dal passo strutturale del portico rinascimentale circostante. Le cellule sono composte da vetro monolitico - senza montanti - per garantire la continuità dell’involucro, di 200 x 500 x 300 cm.

Ad accentuare la relazione col contesto architettonico partecipa anche la pelle delle capsule: in quella trasparente crea una campana di vetro che nobilita il paesaggio circostante, in quella riflettente lo moltiplica e lo distorce a seconda dei punti di vista.

I partner e le tecnologie utilizzate

Cells è il risultato del lavoro di un team interdisciplinare composto da progettisti, partner scientifici e aziende, tutti accomunati dall’avanzata ricerca in ambito sanitario. Le "cellule" di vetro sono opera di Universal Selecta, azienda leader nella produzione di partizioni interne mobili e autoportanti, che garantiscono condizioni di comfort acustico ideali per gli ambienti ospedalieri.

Le due ‘cellule’ contengono elementi verticali in grès effetto-pietra che, come la pavimentazione, sono prodotte da Casalgrande Padana: il trattamento a base di metalli nobili bios Antibacterial HYDROTECT®, conferisce alle superfici ceramiche elevate proprietà antibatteriche, per poter essere usate nelle sale operatorie e negli ambienti ospedalieri.

Entrando in una delle due capsule si verrà accolti dalla finestra artificiale di Coelux ®, una tecnologia in grado di riprodurre l'effetto della luce naturale, del sole e del cielo. Utilizzata in numerosi ambiti offre notevoli benefici in quello ospedaliero, aiutando a ridurre l'ansia e lo stress che insorge in ambienti chiusi e sotterranei.

Gli effetti di luce in sincronia sono garantiti da un sistema di illuminazione LED RGB+W

di ultima generazione Platek. L’installazione luminosa è stata progettata da Rossi Bianchi lighting design, quella sonora dal sound designer Nicola Ratti.

 

CELLS | INTERNI HOUSE IN MOTION 2018 – 20 YEARS

project by Filippo Taidelli

con Universal Selecta, Casalgrande Padana, Coelux, Platek, Rossi Bianchi lighting

design, sound designer Nicola Ratti

special thanks to Humanitas University

Università degli Studi di Milano, Via Festa del Perdono 7

Dal 16 al 28 aprile, 2018

Opening 16 aprile 2018 ore 14.30;

17 – 22 aprile: dalle 10.00 alle 24.00;

23 – 27 aprile: dalle 10.00 alle 22.00;

28 aprile: dalle 10.00 alle 18.00.

 

www.filippotaidelli.com

Letto 89 volte Ultima modifica il Giovedì, 19 Aprile 2018 17:19

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