ESCAPE 30, il primo congresso in Virtual Vision di AIDIC

Organizzato dal WP EFCE CAPE, il congresso ESCAPE 30 si è trasformato in un evento web. Ne abbiamo parlato con Flavio Manenti, Presidente del WP CAPE e del Comitato Scientifico di ESCAPE 30, e con Matteo Bussani, che in AIDIC si occupa di comunicazione e social media e ha messo a punto il formato web con l’applicazione Virvis.

Organizzato da AIDIC, sotto gli auspici della Federazione Europea di Ingegneria Chimica (EFCE), ESCAPE 30, il 30° Simposio Europeo sull’Ingegneria di Processo supportata dal Computer, originariamente previsto dal 24 al 27 maggio e poi rimandato causa emergenza sanitaria Covid-19, si svolgerà dal 31 agosto al 2 settembre e sarà il primo congresso digitale in Virtual Vision di AIDIC.

L’EFCE rappresenta il più attivo foro dell’ingegneria chimica in Europa e per più di sessant’anni ne è stato il riferimento sia nell’industria sia nel mondo accademico, favorendo proficue collaborazioni nel campo dell’innovazione e della ricerca applicata. La Federazione opera attraverso 20 Working Parties, WPs, che uniscono scienziati, ricercatori, docenti, studenti, professionisti ed operatori dell’industria, che condividono la stessa passione ed interesse per un particolare disciplina, tecnologia, argomento. Uno dei WP EFCE più attivi è il CAPE, Computer Aided Process Engineering, di cui ESCAPE è il simposio annuale, ovvero l’occasione di condividere le proprie esperienze, in particolare nel campo della ricerca applicata.

Il CAPE ha un ruolo centrale nella progettazione e nelle operazioni tipiche dell’industria di processo

Il 2020 vedrà l’Italia nel ruolo di paese ospitante quest’evento prestigioso, e fornirà l’occasione all’industria europea, e italiana in particolare, di mostrare il meglio delle proprie capacità nel campo dell’Ingegneria di Processo supportata dal Computer, un settore sempre più in crescita sulla base della crescente capacità e funzionalità dei sistemi di calcolo digitale.

 

Prof. Manenti, ci può dire come siete arrivati alla decisione del formato via web?

ESCAPE prevede da regolamento l’organizzazione di piani di emergenza, quali Venue secondarie, assicurazioni per mancato evento, etc., Quest’anno, con il diffondersi della pandemia, non solo in Italia, ogni possibile piano d’emergenza è risultato inapplicabile. Dopo diverse discussioni con AIDIC e forti di alcune esperienze pregresse, pur con eventi minori rispetto al nostro, ci si è rapidamente allineati verso la digitalizzazione dell’evento come unica possibilità per assicurare alla comunità scientifica.

Nessuno in EFCE aveva mai pensato ad un Main Event totalmente virtuale, ma digitalizzazione, cloud, wireless e remote management sono parole chiave del nostro working party…: così l’emergenza è divenuta un’opportunità: tracciare le linee guida per l’organizzazione e la gestione di un congresso virtuale per la ns comunità scientifica era un obbligo, poi è divenuto un dovere nei confronti di tutte le altre comunità. Chi se non il CAPE?

 

Dr. Bussani, ci può spiegare come si articolerà l’evento? Siamo ormai tutti esperti di eventi via web come Webinar, Tavole Rotonde, Dibattiti, etc, ma non penso che ci sia grande esperienza di congressi scientifici…

Escape 30 sarà il primo congresso digitale di AIDIC e per questo manterrà una forte matrice di stampo tradizionale. L’emergenza ha portato a dover trasformare la consolidata scaletta organizzativa attraverso i nuovi paradigmi virtuali, così che dopo un’attenta analisi sugli elementi fondanti di un congresso scientifico abbiamo cercato di trasporli nell’applicazione web Virvis

In AIDIC abbiamo deciso di mantenere la struttura e la nomenclatura tipiche dell’evento con le relative Library, Rooms, Zona Poster e il Buffet, oltre a una sezione dedicata alla città di Milano dove il congresso avrebbe dovuto tenersi. La Library e la Zona Poster raccolgono le presentazioni registrate dagli autori e i rispettivi lavori, disponibili on demand dall’inizio alla fine del congresso. Le Rooms ospitano la scaletta dell’evento con un feed live delle presentazioni registrate. Il Buffet è infine il luogo del ritrovo e delle relazioni, dove sarà possibile avviare comunicazioni dirette, vocali e scritte, con tutti partecipanti del congresso.

Questo tipo di evento ha difatti un grado di complessità superiore rispetto a Webinar e Tavole Rotonde, riunendo in sé tutte le fasi del confronto scientifico. L’obiettivo di VirVis è cercare di svolgerle tutte in maniera chiara ed efficace.

 

Come è nato il nome VirVis?

Si tratta di una trovata lessicale che prende spunto dalle due sillabe che compongono la parola. Se ci concentrassimo sulla lingua globale del XXI secolo, l’inglese, sarebbe inevitabile pensare a una contrazione di Virtual Vision, indicativa delle prospettive di questo progetto. Ma il virtuale nasce dall’astrazione dell’uomo in un contesto digitale, imprescindibile da altri due fattori che nella lingua “globale” dell’antichità, il latino, erano Vir (uomo) e Vis (forza). VirVis sia nella realizzazione sia nel nome è l’occasione presente tra un forte passato e un futuro visionario.

 

Prof. Manenti, qual è stata la reazione dei colleghi del Working Party ed in generale dei partecipanti alla conferenza di fronte al nuovo formato?

Tutti i delegati hanno approvato senza remore la conversione in virtuale di ESCAPE-30. In piena pandemia, è sembrata l’unica via ragionevolmente percorribile. È inutile nascondere che, nella totale imprevedibilità di questa infezione, il grandissimo ed impagabile vantaggio è stato quello di avere AIDIC incaricata dell’organizzazione. Questo ha sicuramente giovato nel convergere tutti assieme ed in rapidità verso la virtualizzazione di ESCAPE-30

Certamente uno degli aspetti principali delle conferenze scientifiche è il networking: molte idee e molte collaborazioni si sviluppano fuori dalle sale dove avvengono le presentazioni, in occasione dei coffee breaks, dei pranzi o degli eventi sociali che accompagnano gli eventi. Queste opportunità vengono meno in un formato via web.

 

Come vede lo sviluppo futuro degli eventi, quando sarà completamente superata l’emergenza sanitaria e i viaggi di lavoro riprenderanno ad essere possibili?

Il virtuale cambierà parecchio il ns modo di operare presso congressi ed eventi. Aumenterà le presenze da remoto, ma diminuirà le interazioni sociali, da cui, molto spesso, emergono opportunità ed idee. La virtualizzazione strutturata, come quanto impostato da AIDIC, da Matteo e da tutto il team di lavoro per ESCAPE-30, prevede delle sale virtuali aggiuntive a mo’ di “tavolo da coffee break”, dove colleghi, collaboratori e addetti ai lavori possono trovarsi ed interloquire nelle pause della conferenza. È un modo per sostituire quei momenti, più o meno personali, che ci si riesce a ritagliare negli incontri de visu.

Non è, tuttavia, possibile sostituire completamente gli eventi con la virtualizzazione e ci attendono anni di transizione in cui gli eventi assumeranno una forma ibrida, un po’ di partecipanti reali (chi vuole e chi può) ed un po’ da remoto. Solo il tempo, l’evolvere delle tecnologie e il mutare della situazione ci porteranno ad uno stazionario per i nostri eventi, uno stazionario diverso dal tradizionale, ma ancora di difficile previsione.

Grazie per collaborazione e un forte in bocca al lupo per un grande successo di ESCAPE 30!

www.aidic.it/escape30/enter.php

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