Gestione efficiente dei reflui da pressofusione

Lo sviluppo e l’ingegnerizzazione delle più note ed efficaci tipologie di evaporatori sottovuoto hannp portato Eco-Techno ad avere un approccio sempre più consulenziale lavorando su progetti 100% tailor made. Nello settore della pressofusione, ha realizzato molti impianti. Uno dei più recenti è di particolare interesse dal punto di vista dell’efficientamento energetico.

di Antonio Orlandi (*)

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Gestire i reflui di un’attività produttiva comporta oggi un notevole impegno sia dal punto di vista economico che tecnico. Un impianto di trattamento acque non serve ad incrementare o migliorare la produzione, di conseguenza viene considerato come un onere piuttosto scomodo. Uno studio accurato delle cosiddette BAT (Best Available Technologies) implica la valutazione di almeno due aspetti fondamentali: quello economico e quello ambientale. Il primo viene considerato quasi sempre il più importante poiché i costi risultano spesso di difficile ammortamento o talvolta irrecuperabili; il secondo per valutare i benefici qualitativi come ad esempio la riduzione dei flussi di scarico a favore di un loro riutilizzo nel ciclo produttivo interno. 

Tutti i reflui da pressofusione più classici (emulsioni oleose, distaccanti, lubrificanti, lavaggi stampi, glicoli ecc.) hanno in comune un elevato quantitativo di acqua, ma presentano caratteristiche tali da essere difficilmente depurabili. Risulta evidente che la soluzione migliore, in questo caso, è recuperare l’acqua presente separandola dalla restante parte. La tecnologia dell’evaporazione sottovuoto costituisce in questo senso il processo di trattamento più efficace, permettendo il totale recupero di acqua ed eliminando gli scarichi.

I concentratori sottovuoto sfruttano il principio dell’evaporazione acquosa come variabile dipendente da temperatura e pressione (a minor pressione equivale una minor temperatura di ebollizione) per evaporare a bassa temperatura l’acqua presente in un liquido. In questo modo è possibile utilizzare fonti energetiche a basso costo, ottenendo una netta scissione acqua / inquinanti senza l’impiego di prodotti chimici.

I vantaggi sono molteplici: dal punto di vista economico una drastica riduzione dei costi di smaltimento e, sebbene in valori più modesti, un risparmio sul consumo d’acqua; a livello ambientale l’azzeramento delle emissioni e il recupero di buona parte dei volumi.

 

Oltre 400 impianti realizzati per il settore

Con sede a Busnago (MB), Eco-Techno è l’azienda italiana che da oltre 35 anni progetta e realizza impianti di evaporazione concentrazione sottovuoto per il trattamento e recupero dei reflui industriali. Nello specifico settore della pressofusione, gli impianti prodotti sono oltre 400, dei quali più della metà alimentati ad acqua calda o vapore. Proprio grazie a questa tipologia, realizzabile dall’azienda lombarda in versioni mono o multiplo effetto, è possibile raggiungere grandi portate giornaliere (fino a 200 m3/giorno) e coprire quindi il fabbisogno di ogni pressofusione.

L’aspetto che più di ogni altro ha portato alla scelta di questi impianti la maggior parte delle aziende italiane ed europee è la possibilità di legare questa tecnologia a un più ampio progetto di efficientamento energetico. L’utilizzo di un vettore termico come l’acqua calda, per attuare il processo di evaporazione permette agli impianti Eco-Techno di recuperare calore da cascami termici migliorando addirittura l’efficienza dei sistemi di cogenerazione.

 

Scarico zero a costo zero: un progetto importante

Nel 2019 è stato avviato un impianto presso un’importante pressofusione di Belluno che sfrutta appieno questo concetto. L’azienda, produttrice di componentistica in lega d’alluminio per il settore automotive, fino ad oggi conferiva esternamente i reflui derivanti dai processi di pressofusione (distaccante esausto con un contenuto variabile di acqua glicole e di acque di lavaggio stampi). Il volume giornaliero di circa 15 m3, smaltito in toto produceva un costo annuale di smaltimento superiore ai 370.000 €; obbligando l’azienda a valutare un sistema che fosse in grado di ridurre il più possibile questi volumi destinati esternamente, recuperando l’acqua. Eco-Techno è stata scelta per lo sviluppo di questa tecnologia, mentre parallelamente è stata individuata una seconda azienda deputata alla realizzazione di un recuperatore di calore dai camini dei forni fusori.

Questo sistema di recupero del calore sviluppato dai forni, fino a quel momento dissipato, è divenuto la fonte primaria di alimentazione all’impianto di evaporazione. Il calore recuperato, equivalente a 350 kWt, equivale all’esatta quantità di calore necessario ad alimentare un sistema evaporativo a doppio effetto a scambiatore immerso serie ECO-DPE con capacità giornaliera nominale di 20 m3. Il calore viene recuperato in un circuito primario con puffer di accumulo d’acqua mantenuta a 80 °C e scambiato con moduli a scambio diretto al circuito di alimentazione dell’evaporatore. Se trascuriamo un consumo elettrico di circa 6 kWh, l’evaporatore lavora in maniera totalmente gratuita ottenendo una riduzione dei volumi di scarico superiore al 95%. L’acqua recuperata dal sistema viene reimpiegata per rifare il nuovo distaccante o come reintegro nelle torri di raffreddamento.

 

Efficienza e modularità

L’evaporatore Eco-Techno serie ECO DPM è il sistema più utilizzato dalle pressofusioni italiane ed estere ed è in grado di coprire portate variabili da 4 a 30 m3/giorno con un funzionamento automatico in continuo 24/7 non presidiato. È un evaporatore a scambiatore immerso a fascio tubiero, il più efficiente in termini energetici e, per la natura delle acque trattate, offre ottime performance pur riducendo i tempi di fermo impianto per operazioni di pulizia. La totale assenza di compressori frigoriferi e, in generale, di organi meccanici a parte le pompe centrifughe deputate alla generazione del vuoto e allo scarico o ricircolo del concentrato, ha reso questa scelta la più interessante anche dal punto di vista manutentivo.

Ulteriore caratteristica di questo sistema, ma forse la prima in ordine di importanza, è la modularità. In ottica di espansione futura, l’impianto ampliato di ulteriori 10 m3/giorno con l’aggiunta di un terzo modulo che, essendo in cascata ai primi due, non comporterebbe un aumento dei consumi energetici.

Il cliente, entusiasta del progetto e dei risultati ottenuti, ha chiesto di poter realizzare un video che è stato presentato al Ministero dello Sviluppo Economico come best practice di economia circolare ed efficientamento energetico.

È possibile visionare il video al link https://youtu.be/RMPBKL6gHp8 oppure scannerizzando il QR Code presente in questa pagina.

Le foto mostrano l’impianto realizzato da Eco-Techno per la pressofusione di Belluno.

www.eco-techno.it

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