Rapporto Responsible Care, 25 anni di miglioramento continuo

Presentato a Rimini a margine di Ecomondo il Rapporto che da un quarto di secolo documenta in Italia l'impegno volontario delle imprese a favore di salute, sicurezza e tutela ambientale. Lamberti (Federchimica): "La sostenibilità non si improvvisa, serve politica industriale di visione, basata su evidenze scientifiche." Vediamo in sintesi quali sono i dati più significativi di questo 25° Rapporto.

Nozze d'argento tra industria chimica in Italia e sostenibilità: sono stati presentati oggiAggiungi un appuntamento per oggi i dati del 25esimo Rapporto annuale Responsible Care, il programma volontario che l'industria chimica sottoscrive a livello mondiale per migliorare le proprie performance in ottica di sostenibilità ambientale, sociale, economica.
“La sostenibilità è un valore che si costruisce nel tempo. Il Green Deal, di cui oggiAggiungi un appuntamento per oggi tutti parlano, per noi è cominciato molti anni fa: lo abbiamo perseguito con sensibilità alle tematiche ambientali ma compatibilmente con un percorso di sviluppo, vitale per le imprese.

Questo Rapporto dimostra che il nostro cammino prosegue, dopo 25 anni, con il miglioramento continuo di tutti gli indicatori - ha commentato Paolo Lamberti, Presidente di Federchimica, la Federazione nazionale dell'industria chimica che in Italia promuove Responsible Care.
“I valori percentuali presentati dal Rapporto sono molto significativi e incidono su risultati già eccellenti nella tutela di salute, sicurezza e ambiente, che ci posizionano ai massimi livelli rispetto alla media manifatturiera”.
L'industria chimica si conferma infatti comparto virtuoso nella sicurezza e nella salute dei dipendenti, con un bassissimo numero di infortuni e malattie professionali rispetto alle ore lavorate; è già in linea con gli obiettivi dell'Unione europea sui cambiamenti climatici al 2020 e al 2030; ha ridotto i gas serra del 59% e migliorato l'efficienza energetica di oltre il 55% rispetto al 1990. Rispetto a 30 anni fa, le emissioni in atmosfera ed effluenti negli scarichi idrici si sono drasticamente ridotti, rispettivamente del 95% e del 77%.

Verso un modello di economia circolare
Il settore è impegnato con determinazione a perseguire il modello dell'economia circolare, prevenendo per quanto possibile la produzione di rifiuti, di cui il riciclo è la prima modalità di smaltimento (24%), mentre alla discarica si ricorre solo nel 4,5% dei casi.
“Sono risultati eccezionali, ancor più significativi considerato che sono stati raggiunti in un contesto istituzionale molto difficile. Le inefficienze e gli oneri del Sistema Paese pesano su tutte le imprese, ma sono un fardello particolarmente gravoso per le imprese chimiche.
“Il nostro settore – ha proseguito Lamberti – è un modello di riferimento non solo per i risultati ottenuti, ma anche perché la chimica, come bene principalmente intermedio, trasferisce un’impronta sostenibile e tecnologica a tutti i settori industriali. Grazie ai prodotti chimici, solo per fare un esempio, è possibile evitare emissioni di gas serra per una quantità pari a tre volte quelle generate per la loro produzione. In concreto, in Italia, grazie ai prodotti chimici si possono evitare emissioni pari a quelle di circa 20 milioni di auto”.
“In questi giorni - ha concluso Lamberti - si discutono le proposte contenute nel DEF, che sono all’esame del Parlamento. Nelle intenzioni, la Manovra vuole essere improntata anche alla tutela ambientale, con alcuni provvedimenti considerati sostenibili; ma la sostenibilità non si può improvvisare e non si persegue attraverso tasse inique e inefficaci, che finiranno solamente per regalare il mercato ai concorrenti europei ed extra-europei. Serve una politica industriale di visione, strutturata sul medio periodo, basata sulla ricerca, sullo sviluppo e sull'innovazione, che tuteli la competitività delle imprese, che è poi quella di tutto il nostro Paese”.

Sono intervenuti: Diana Bracco, Presidente e Amministratore Delegato Gruppo Bracco, Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima Regione Lombardia, Nora Garofalo, Segretaria Generale FEMCA-CISL, Gerardo Stillo, Presidente Programma Responsible Care Federchimica.

Nel corso della manifestazione è stato conferito il Premio Responsible Care ai tre migliori progetti di sostenibilità a:

 

SIAD

Anidride carbonica eco-friendy a Rosignano

Anidride Carbonica Eco–Friendly è un progetto nato con l'obiettivo di catturare la CO2 che viene rilasciata durante i processi produttivi e riutilizzarla come materia prima, evitandone la dispersione in atmosfera.
L'impianto, entrato in funzione nel 2018 a Rosignano Solvay, ha permesso di estrarre e liquefare l'anidride carbonica rilasciata dai processi produttivi del sito, attraverso l’impiego di speciali tecniche e fluidi, il tutto a chilometro zero. La novità è stata l’introduzione di una speciale soluzione assorbente in grado di estrarre in modo selettivo la CO2. Grazie a questa iniziativa vengono recuperati fino a 5.000 chili l’ora di CO2 emessa, equivalente a oltre 40.000 tonnellate all’anno. Inoltre il riutilizzo in loco della materia prima consente di risparmiare in trasporto, pari a circa 1.400.000 chilometri all'anno (2.000 autocisterne e 2.000 viaggi), con una diminuzione di circa un milione di tonnellate di CO2. L’utilizzo diretto sul sito della anidride carbonica in forma gassosa evita anche la liquefazione necessaria per il trasporto e la successiva evaporazione. Un risparmio energetico che si tramuta in una ulteriore riduzione di 7.000 tonnellate all’anno di CO2 equivalente.

 

PINK FROGS

Bilancio di Sostenibilità 2018 - certificato GRI

Questo progetto fa di Pink Frogs la prima impresa cosmetica italiana ad aver pubblicato un Bilancio di Sostenibilità certificato, risultato ancora più significativo poiché ottenuto da una PMI. Pink Frogs ha pubblicato nel 2019 il Bilancio di Sostenibilità Aziendale certificato secondo i GRI Standards 2016 della “Global Reporting Initiative”, il più accreditato standard internazionale di reporting su sostenibilità economica, ambientale e sociale. Il Report è stato sottoposto a verifica esterna da parte dell'ente di certificazione Certiquality. In base alla copertura degli standard disclosure e degli indicatori associati agli aspetti materiali, il livello di aderenza al GRI è “in accordance–core”.

 

LIQUIGAS

1,2,3, RESPIRA!
 
“1,2,3 RESPIRA!” è un progetto di formazione rivolto agli studenti delle classi 3ª delle scuole medie sul tema della qualità dell’aria. Lo scopo dell'iniziativa era approfondire con i ragazzi, gli insegnanti e le famiglie il rapporto tra la qualità dell'aria e le forme di energia attualmente disponibili, in un'ottica di sviluppo sostenibile. Sono stati coinvolti 24.000 studenti e 455 scuole del nord Italia; tra questi, 5 istituti sono stati premiati con una nuova dotazione tecnica e tecnologica. Il successo dell'iniziativa ha portato a pensare di estendere il progetto a tutta Italia, coinvolgendo altre 1.500 classi per l'anno scolastico 2019-2020.

 

Sintesi dei risultati del 25° Rapporto annuale Responsible Care

Responsible Care è il Programma volontario dell’industria chimica mondiale, con il quale le imprese si impegnano a realizzare valori e comportamenti di eccellenza, nelle aree della sicurezza, della salute e dell’ambiente, in modo da contribuire allo sviluppo sostenibile del pianeta.

Il Programma è attualmente adottato in Italia da 164 imprese associate a Federchimica (dato al 31.12.2018), che con 30,2 miliardi di euro rappresentano il 54% del fatturato aggregato dell’industria chimica in Italia.

Per sicurezza, salute e ambiente le imprese aderenti a Responsible Care spendono ogni anno il 2,5% del proprio fatturato e realizzano investimenti pari al 23% del totale investito.

Vediamo in sintesi quali sono i dati più significativi di questo 25° Rapporto.

 

Sicurezza

  • La chimica è uno dei settori manifatturieri con il minor numero di infortuni rapportato alle ore lavorate, migliore del 32,9% rispetto alla media manifatturiera nel 2018.
  • Le imprese aderenti a Responsible Care rappresentano l’eccellenza del settore, con una performance migliore del 33% rispetto all’industria chimica nel suo complesso.
  • Gli infortuni sul lavoro sia delle imprese chimiche sia di quelle aderenti a Responsible Care si sono ridotti in maniera significativa e costante negli anni.

 

Salute

  • L’industria chimica è tra i settori manifatturieri con le migliori prestazioni in termini di incidenza di patologie connesse allo svolgimento di mansioni professionali in proporzione all’attività lavorativa effettuata (mediamente inferiore di quasi il 50% rispetto alla industria manifatturiera).
  • L’andamento dell’indice di frequenza delle malattie professionali dell’industria chimica - pur caratterizzato da una variabilità anche significativa ma legata alle caratteristiche specifiche del parametro – è in miglioramento strutturale (0,28 nel 2018 vs. 0,43 nel 2010).

 

Consumi di risorse

Materie prime di origine fossile ad uso feedstock

  • L’industria chimica ha costantemente ridotto i consumi di materia prima di origine fossile nel corso degli anni, passando dagli 8,3 Mtep del 1990 ai 5,7 Mtep del 2017.
  • L’indice dei consumi specifici (calcolato a parità di produzione) si è ridotto del 26% nel periodo 1990-2017, a dimostrazione che l’efficienza nell’utilizzo delle risorse da parte dell’industria chimica è indipendente dalla congiuntura economica, in ripresa negli ultimi tre anni dopo il lungo periodo di crisi 2008 – 2014.

 

Energia

  • L’industria chimica ha ridotto i consumi energetici in valore assoluto del 42,7% rispetto al 1990.
  • La tendenza di miglioramento dell’industria chimica è indipendente dalla congiuntura economica, in ripresa negli ultimi tre anni dopo il lungo periodo di crisi 2008-2014: questa affermazione è evidente osservando l’andamento dell’indice di efficienza energetica elaborato a parità di livelli produttivi che, rispetto al 1990, è migliorato del 55,4%.
  • Di fatto l’industria chimica è già in linea con gli obiettivi UE che impongono un incremento dell’efficienza energetica a livello comunitario del 20% al 2020 e del 32,5% al 2030.

 

Acqua

  • L’industria chimica è fortemente impegnata nella gestione efficiente delle risorse idriche: i consumi di acqua delle imprese aderenti a Responsible Care nel 2018 sono stati pari a 1.396 milioni di m3, in linea con i dati dell’ultimo triennio. Rispetto al 2005, primo anno per il quale si ha un dato significativo e attendibile, la riduzione è stata di circa 740 milioni di m3.
  • Le imprese chimiche utilizzano l’acqua principalmente per il raffreddamento degli impianti (93%) e per la parte rimanente per i processi produttivi, per i prodotti e per la pulizia dei siti (7%).
  • Le fonti principali di approvvigionamento delle imprese aderenti a Responsible Care sono il mare (79,1%) e il fiume (9,9%), che vengono impiegate proprio per il raffreddamento degli impianti; il loro utilizzo comporta quindi un limitato impatto ambientale in quanto, la parte che non evapora durante il processo di raffreddamento o che non viene eventualmente rimessa in circolo negli impianti, viene restituita ai corpi idrici.
  • Le fonti più scarse e pregiate ossia l’acquedotto e il pozzo rappresentano solo rispettivamente lo 0,8% e il 10,2% degli utilizzi delle imprese chimiche.
  • Infine l’utilizzo di acqua potabile proveniente da acquedotto nel 2018 è stato di 13 Mm3 valore considerevolmente inferiore rispetto al 2005 (-20 Mm3)

 

Le emissioni di gas serra

  • L’industria chimica ha ridotto le emissioni di gas serra del 59% rispetto al 1990 e, anche in questo caso, è già in linea con gli obiettivi dell’Unione europea al 2020 (-20% a livello comunitario) e al 2030 (-40%).
  • Le emissioni specifiche, ossia calcolate a parità di produzione, si sono ridotte del 55,5% rispetto al 1990, testimoniando, anche in questo caso, che l’impegno delle imprese chimiche nella riduzione del proprio impatto sui cambiamenti climatici non è correlata alla congiuntura economica.
  • I miglioramenti ottenuti riguardano principalmente la CO2 e l’N2 L’anidride carbonica si è ridotta grazie all’incremento di efficienza dei processi di combustione e al miglioramento del mix dei combustibili negli usi energetici (sostituzione olio combustibile con gas naturale maggiormente eco-compatibile); il protossido di azoto è diminuito grazie all’adozione di miglioramenti tecnologici di processo.

 

Le altre emissioni in atmosfera

  • Le altre emissioni in atmosfera presentano una tendenza in miglioramento non solo nei valori assoluti, ma anche nell’indicatore delle emissioni specifiche, ossia calcolate a parità di produzione; segno quest’ultimo di un miglioramento effettivo dei processi produttivi e delle prestazioni ambientali delle imprese chimiche.

 

Variazioni 2018 su 1989

NOx    - 92%

SO2      - 99%

 

Gli scarichi e la qualità dei corpi idrici

  • Anche in questo caso le emissioni specifiche in acqua, calcolate cioè a parità di produzione, continuano a ridursi a dimostrazione di un miglioramento comunque effettivo delle prestazioni ambientali.
  • L’attenzione alla riduzione dell’immissione di inquinanti nei corpi idrici contribuisce al miglioramento della biodiversità dei corsi d’acqua dolce e del mare.

Variazioni 2018 su 1989

COD               -75%

Azoto              -70%

 

La gestione dei rifiuti

  • Le imprese chimiche, quelle aderenti a Responsible Care in particolare, agiscono già secondo quanto previsto dal paradigma dell’Economia Circolare; prevengono per quanto possibile la produzione di rifiuti, destinano il 24% a riciclo e il 37,3% a ripristino ambientale, ricorrendo solo in minima parte allo smaltimento in discarica.
  • La produzione di rifiuti totale delle imprese aderenti a Responsible Care è stata nel 2018 di 1,2 Mt. La percentuale di rifiuti pericolosi sul totale è pari al 33,7%.

 

www.federchimica.it/servizi/sviluppo-sostenibile/responsible-care

www.federchimica.it

Letto 52 volte Ultima modifica il Martedì, 12 Novembre 2019 11:39

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