Farmindustria, necessario rispettare l’accordo con le Regioni

Il maxi emendamento del Governo alla Legge di Bilancio non risolve il problema della rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica pubblica, che fissano da anni gli stanziamenti per la spesa in ospedale e in farmacia. Il giudizio di Farmindustria.

In queste ore l’Aula del Senato sta votando il maxi emendamento del Governo alla Legge di Bilancio che non risolve il problema della rimodulazione dei tetti della spesa farmaceutica pubblica, che fissano da anni gli stanziamenti per la spesa in ospedale e in farmacia.

Farmindustria considera positivamente l’incremento delle risorse dedicate alla politica della salute, ma rileva con preoccupazione l’ulteriore rinvio di questa rimodulazione, che avverrebbe a parità di risorse finanziarie stanziate.

Spesa palesemente inadeguata rispetto alla domanda effettiva di salute del Paese, tenuto conto del rapido invecchiamento della popolazione, delle straordinarie innovazioni dei farmaci ospedalieri e di una spesa in farmacia già fortemente contenuta sotto il tetto fissato.

Il permanere degli attuali tetti rende di fatto indisponibile circa 1 miliardo di euro degli stanziamenti fissati per legge, già inferiori di circa il 25% rispetto alla spesa negli altri Paesi europei.

Lo stesso Ministro onorevole Roberto Speranza in questi giorni ha riconosciuto la necessità di una correzione. Una linea già espressa dalle Regioni, in occasione dell’Accordo sottoscritto con Farmindustria e Assogenerici e che ha portato alla soluzione positiva dei contenziosi sui versamenti dell’industria farmaceutica (pay back) per gli anni 2013-2017 e al pagamento di 2,4 miliardi da parte delle imprese, dal precedente Ministro onorevole Giulia Grillo quando ha ritenuto di sostenere questo accordo con una norma di legge e dalle Organizzazioni Sindacali di settore attraverso un comunicato pubblicato nei giorni scorsi.

Le scelte effettuate renderanno difficile attrarre e addirittura mantenere gli investimenti in Italia, in un contesto mondiale sempre più competitivo, con una perdita della credibilità del sistema Paese.

L’industria farmaceutica si è affermata come hub europeo e uno dei motori dell’economia.  Grazie al valore di occupazione, investimenti, esportazioni, Ricerca e studi clinici. E ha fatto la propria parte per rispettare l’accordo sottoscritto con le Regioni per una nuova governance.

Ora le imprese del farmaco si attendono che il Patto finora disatteso sia rispettato dalle Istituzioni, già in Manovra o nel primo provvedimento utile.

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